Cammini Storici
Premessa ai cammini della Lunigiana Storica
Lo scopo della nostra Associazione vuole suggerire una modalità del viaggio per conoscere il nostro territorio da molteplici punti di interesse, tra questi il principale strumento di conoscenza riteniamo possa essere il cammino che a nostro avviso coglie in una visione completa tutti gli aspetti storici, antropologici, culturali, spirituali che bene rappresentano quel tessuto che ci permette di costruire l’esperienza con noi stessi e gli altri.
Vogliamo segnalare qui i cammini che riguardano il territorio della Lunigiana Storica.
LA VIA DEL VOLTO SANTO
LA VIA FRANCIGENA
LA VIA DEGLI ABATI
L’ALTA VIA DEI MONTI LIGURI
LE VIE DEI PASSI CHE COLLEGANO LA LUNIGIANA STORICA CON LA PIANURA PADANA – LE VIE MARENCHE
LE VIE DEL SALE
IL CAMMINO DEL VOLTO SANTO IN LUNIGIANA
Questo antico cammino, chiamato anche 'Francigena di Montagna', parte da Pontremoli e attraverso la Lunigiana e la Garfagnana conduce a Lucca. Importante meta di pellegrinaggio per la presenza del Volto Santo, il crocifisso ligneo che raffigura la faccia di Gesù, conservato nel Duomo
È chiamata da molti la “Via Francigena di Montagna” e nasce dalla città di Pontremoli.
Prima della partenza è doveroso un saluto alle Statue Stele, misteriosi manufatti in pietra che raffigurano gli antichi abitanti della Lunigiana.
Una visita la merita anche il labirinto di San Pietro, simbolo dei cammini e della volontà di intraprendere un percorso fisico ed interiore, che porti alla elevazione dello spirito.
La Via del Volto Santo, che in passato costituiva una variante della Via Francigena, porta il viaggiatore attraverso borghi bizantini e longobardi che raccontano civiltà sconosciute.
La Via del Volto Santo in Lunigiana
ll cammino prosegue lungo alcuni saliscendi fino ad arrivare a Bagnone, borgo ricco di storia e tradizioni, difeso dal castello che dalla sua sommità sorveglia la valle.
Si attraversano poi Castiglione del Terziere, Monti e Pontebosio, borghi ricchi di leggende e storie, protetti da antichi castelli, che accompagnano il pellegrino nei primi giorni del cammino raccontando una terra in passato ricca di commerci.
Si arriva poi nella ‘Firenze di Lunigiana’: Fivizzano. Questo borgo accoglie il viandante con la sua piazza centenaria, il Museo della Stampa, il museo di San Giovanni e appena fuori dal centro il castello della Verrucola, roccaforte di Spinetta Malaspina e centro politico dell’epoca.
Si arriva poi a San Romano, borgo antico della Garfagnana, e si prosegue poi fino alla chiesa di San Pantaleone alla Sambuca.
A pochi chilometri c’è poi il lago di Pontecosi dove, nelle giornate primaverili ed estive, ci si può concedere una sosta rifrescante: siamo infatti arrivati a due terzi di cammino.
. Si prosegue poi fino a Castelnuovo di Garfagnana con la sua Rocca Ariostesca, la Fortezza di Montalfonso, il Duomo ed il Museo, dove i Votivi di Castelvenere, testimoni poco conosciuti della presenza etrusca in queste zone, riposano.
Passaggio obbligato per chi, dal mare, proseguiva verso la pianura, la Garfagnana ha da sempre svolto il luogo di collante accogliendo e guidando chi l’attraversava.
Proseguiamo in direzione Cascio, Gallicano per raggiungere Barga, superba cittadina, “bandiera arancione” del Touring Club Italiano.
Le strette vie, i saliscendi affascinanti e ricchi di storia, il Duomo con la scritta mai tradotta e i molti misteri, tra cui le vie sotterranee mai esplorate, renderanno la visita indimenticabile.
Si arriva poi a Pieve di Loppia, magnifica e superba.
Il borgo successivo è Ghivizzano, con il suo centro ben mantenuto ed il castello abitato, tra gli altri, dal condottiero Castruccio Castracani.
Borgo a Mozzano, arrivo della penultima tappa e famoso al mondo intero per il ponte della Maddalena (o ponte del Diavolo) e poi, una lunga passeggiata fiancheggiando il Serchio che toccherà Diecimo, con la sua Pieve, Valdottavo e Sesto a Moriano.
Siamo arrivati: Lucca ci abbraccia, il Volto Santo ci attende.
Le tappe della Via del Volto Santo
Nel dettaglio l’intera Via può essere suddivisa in dieci tappe:
- Pontremoli – Lusignana
- Lusignana – Bagnone
- Bagnone – Monti di Licciana
- Monti di Licciana – Fivizzano
- Fivizzano – Argegna
- Argegna – Piazza Al Serchio
- Piazza Al Serchio – Castelnuovo di Garfagnana
- Castelnuovo di Garfagnana – Barga
- Barga – Borgo a Mozzano
- Borgo a Mozzano – Lucca
Il labirinto di San Pietro
Nella chiesa di S.Pietro a Pontremoli (Via Malaspina), ricostruita sulle macerie dell’antica San Pietro di Confluentu, distrutta dai bombardamenti del 1944 si trova una lastra di arenaria di circa 83 X 60 cm. con sopra scolpito un labirinto circolare e unicursale1.
Ricompreso tra i labirinti Chartres type2, anche se molti non concordano su questa classificazione, il labirinto conta di dodici circonferenze ed è sovrastato da due figure umane a cavallo non speculari, quella di destra ha infatti un prolungamento trapezoidale sotto la pancia del cavallo, forse un mantello o una gonna, e un’entità poco contornata apparentemente alata dietro le spalle.
L’altra è più ovvia e ha le fattezze del tipico cavaliere. Entrambe le figure sovrastano il labirinto e per molti si combattono, come a simboleggiare l’eterno scontro tra bene e male (?).
A sinistra di questo c’è un Ouroboro, serpente che si mangia la coda che simboleggia il moto ricorsivo del tempo e della circolarità della vita nonché simbolo dell’uno e del tutto e quindi dell’eternità, quasi nascosto nei pressi del rilievo poco marcato che funge da cornice.
A destra c’è invece una forma indistinta, purtroppo nei tempi moderni rimasta illeggibile. In margine al labirinto, in basso, una scritta recita “Sic currite ut comprehendatis”3, chiaro riferimento alla paolina prima lettera ai Corinzi, che, mi pare, possa essere interpretato come una sorta di giustificazione, con buona probabilità aggiunta, e quindi posteriore, delle due figure che combattono.
Con caratteri simili è stato apposto, anch’esso successivamente, il segno del Cristo, IHS, nel centro del labirinto stesso. Il simbolo, nomen sacrum molto utilizzato fin dal III secolo, ha un uso amplissimo nelle rappresentazioni figurative della Chiesa Cattolica come Cristogramma. Le tre lettere sono un acronimo della frase latina “Jesus (Iesus) Hominum Salvator” cioè Gesù Salvatore degli Uomini. Si ritiene che possa essere altresì l’abbreviazione del famoso motto costantiniano “ In Hoc Signo”, In questo Segno Vincerai. Il simbolo è anche chiamato Triangramma di San Bernardino perché fu proprio quest’ultimo ad utilizzarlo maggiormente nelle sue omelie.
Più avanti, per evitare comportamenti di idolatria, il simbolo fu modificato e alla lettere H venne aggiunto sopra te sotto la croce4. Il labirinto rappresenta, nella simbologia medievale, il cammino dell’uomo verso Dio e spesso il centro del labirinto rappresenta la città di Dio, il Paradiso atteso5. Rappresentazione del pellegrinaggio o del cammino per espiare le colpe spesso i labirinti costruiti sui pavimenti delle cattedrali venivano percorsi durante il momento di preghiera.
Interessante anche in modo in cui viene disegnato il percorso che alternativamente si avvicina e si allontana dal centro come ad indicare l’altalenante andamento della vita che in certi momenti sembra avvicinare alla sognata meta mentre in certi altri si allontana inesorabilmente.
Nell’immagine, appena entrati nel labirinto (riga rossa) ci si avvicina subito alla meta (pallino rosso); si è ad un passo da centro ma poi, inesorabilmente (riga verde) ci si allontana (per poi avvicinarsi di nuovo successivamente).
L’attuale collocazione della lastra pontremolese è moderna, come abbiamo riportato infatti la vecchia collocazione è andata perduta per un bombardamento durante la seconda guerra mondiale. Difficile datare il labirinto ma gli studiosi, almeno i più, concordano per il XII –XIII secolo. La presenta della croce nel medaglione centrale farebbe supporre che la datazione dello stesso sia posteriore al 1274.
1 Per labirinti unicursali si definiscono quelli che hanno un’unica entrata, un percorso ed infine un’unica uscita. A questa tipologia si contrappongono i labirinti multicursali dotati di molte entrate, di percorsi complessi e di molteplici uscite.
2 Il labirinto di Chartres è considerato il labirinto più famoso del mondo ed è forse quello sul quale le leggende si sono sprecate. Non si sa infatti quando venne costruito, da chi venne creato e soprattutto perché. Posto sul pavimento
3 Affrettatevi per poter capire - correte in modo da far vostro il premio
4Giancarlo Pavan, Giancarlo Marovelli, e altri autori, In cammino…fino all’ultimo labirinto.
5 Fabrizio Vanni, IL LABIRINTO DI PONTREMOLI E I SISTEMI SIMBOLICI PER LA SUA INTERPRETAZIONE. Alcune ipotesi di dialettica del simbolico lungo le intersezioni italiche tra la via Francigena e il Cammino per Santiago nel corso del medioevo preromanico e romanico.
LE BELLEZZE DI PONTREMOLI
LA VIA DEL VOLTO SANTO- DA PONTREMOLI A LUCCA
Pontremoli, “porta della Toscana” per Federico II, è la città che dà inizio al nostro cammino. Ricca di storia e di tradizioni da sempre protagonista della vita della Lunigiana, ci accoglie con i suoi angoli mozzafiato ed inaspettati. Merita prendersi del tempo per visitarla dedicandole qualche ora. Su tutto, il Castello del Piagnaro, dove ha sede il Museo delle Statue Stele, che dalla sua posizione domina tutta la città. La vista indimenticabile sul fiume Magra e sulla valle giustifica appieno la scarpinata che bisogna fare per raggiungerlo. Qui dimorano, per il piacere dei visitatori, molte delle statue stele, pietre in arenaria dalla forma antropomorfa, eredità preistorica e protostorica ancora avvolta nel mistero, rinvenute in tutta la Lunigiana.
INIZIO DEL CAMMINO: VERSO ARZENGIO E CERETOLI
Da Pontremoli saliamo verso il borgo di Arzengio, antica roccaforte bizantina, che ancor oggi mantiene, nel suo nucleo originario la struttura antica con il perimetro del castrum ancora bene visibile e proseguendo, raggiungiamo il borgo di Ceretoli, di probabile fondazione longobarda. Sappiamo che Marco Ghelfi appassionato di storia e archeologia ha trovato su un’antica pietra delle incisioni che lo hanno incuriosito. Ad un più attento esame quelle della parte superiore risultarono essere un labirinto, di tipo a filetto, mentre quelle della parte frontale, sicuramente effettuate in un periodo successivo, riportano il nome di Cristo (IHS) e altri simboli cristiani.
Da ulteriori indagini che sono state condotte, fanno ipotizzare che provenga dalla vicina chiesa di S. Martino, santo a cui i Longobardi erano assai devoti. “Nei pressi della chiesa è molto probabile esistesse un hospitale. Sul retro, ed inglobati nella attuale costruzione, si vedono ancora quelli che sembrano antiche mura che costituivano le fondamenta del luogo di ricovero per pellegrini. Due o tre stanze, per accogliere persone e animali. Inoltre è ancora presente una fonte di acqua fresca, sicuramente utilizzata dai viandanti”.
Nell’abitato di Ceretoli all’interno del borgo, sopra una pietra d’angolo e su di un architrave, sono incise due figure antropomorfe il cui vero significato ancora oggi si ignora.
Da qui il cammino prosegue prosegue, e ci offre un panorama che spazia dalla catena delle Apuane agli Appennini, importante cerniera di collegamento tra la Lunigiana e la Pianura Padana. Da qui proseguiamo per incontrare il borgo di Dobbiana e la sua la chiesa dedicata a San Giovanni Battista. La chiesa merita una sosta, all’interno possiamo osservare alcune immagini e rappresentazioni del Volto Santo che troviamo raffigurato sia su una grande tela che sul paliotto di marmo. Sotto il dipinto, protetto da un’anta in vetro, si cela l’antica statua raffigurante il Volto Santo (nella foto a destra) nel cui petto è conservato un reliquiario con frammento della Santa Croce.
Inoltre possiamo ammirare La statua che rappresenta il Volto Santo, ancora oggetto devozione popolare che ancora oggi viene portata in processione due volte l’anno, in concomitanza delle feste legate al culto della Santa Croce: il 3 maggio e il 14 settembre.

In questo sito la presenza della Statua del Volto Santo ci porta a considerare lo stretto rapporto tra Pontremoli e Lucca quale via di Collegamento fruttuosa che si spinge fino alle porte di Lucca e attraversa quella nobile parte della Garfagnana quale confine della Lunigiana storica stessa.
ARRIVO A LUSIGNANA
Il borgo d Lusignana è formato da due ville della Vallata del Caprio, Vignolo e Posponte. Fu sotto i Marchesi Malaspina, è ricordata come la strada che sale ai Monti, nel 1980 Il prof. Tiziano Mannoni avvia un progetto di scavi e indagini sul monte Castello per risalire alle origini militari delle strutture murarie esistenti, probabilmente risaleti all’età Bizantina. Il sito ha origini preistoriche probabilmente fu un Castellaro dell’età del Ferro.
Di particolare interesse la visita al Museo della Civiltà contadina.Qui si conclude la prima tappa del cammino del Volto Santo.

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